Eventi

Arte in fiera Dolomiti 2012

Intervento critico su Antonio Favale pubblicato sul catalogo di Arte in Fiera Dolomiti, fiera d'arte moderna e contemporanea. Longarone 2012

Boschi dellefiabe

Si cerca sempre di limitare il proprio spazio vitale, non è vero che siamo fatti per i grandi spazi, quelli infiniti, senza limiti visibili. Non è vero che ci ambientiamo su territori dove la luce, la terra e l'aria dominano con un senso panico di sovranità, dove tutto è immenso, più alto di noi, più distante da noi, più luminoso di noi.

C'è un ordine per vivere le forme, le persone e le idee che inesorabilmente e fortunatamente ci investono durante la vita.

Questo si intuisce di fronte ai paesaggi intimisti di Antonio Favale: sono limiti proposti sulla tela come finestre, passaggi trasparenti che ci permettono di sostare, osservare ciò che sta dentro.

Favale, diplomatosi a Bari in scenografia presso l'Accademia di Belle Arti, sa bene come proporre ai suoi spettatori il giusto approccio, come si debba inquadrare e focalizzare un'immagine per permettere agli altri, al pubblico seduto che aspetta, di sfocare per giocare intimamente con la propria immaginazione.

Ancora una volta Favale rende i suoi delicati soggetti intimisti fruibili come nel teatro. Una scena; un unico luogo, tempo, spazio: geniali codici rinascimentali che partoriscono il teatro moderno, dove lo spettatore, grazie a questa unità, può costruire la propria storia senza timori e coscienza di limiti, pur essendocene.

In ogni suo soggetto l'autore utilizza un quadrante per fermare, focalizzare, inquadrare l'infinita realtà naturale ed intima. Come il gesto spontaneo del regista lui delimita l'immagine e costruisce un guado che permette il libero passaggio della realtà nei nostri infinti e diversi modi di evocarla, comprenderla, ricordarla.

Francesca Magnano

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